Rassegna stampa
- 25/03/2009 • Il Resto del Carlino
- 29/06/2008 • Il Globo
Giorgio Comaschi in
Quello della radio
Marconi, la storia dell’uomo che ha cambiato il mondo
genere: teatro di prosa
durata 90’
con Giorgio Comaschi
con la partecipazione di Alessandro Pilloni
scenografie Matteo Soltanto
produzione Procope Studio
con il sostegno di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Marconi
disponibilità su richiesta
L’intenzione dello spettacolo su Guglielmo Marconi, in occasione del centenario del premio Nobel per la fisica, è quello di sviscerare i punti essenziali della sua vita e delle sue scoperte in una maniera che stia un po’ in bilico fra il racconto giornalistico e le suggestioni teatrali. Un intreccio di aquiloni che dominano la scena. All’interno di uno di essi vengono proiettate antiche immagini, alcuni tavoli pieni di oggetti, cianfrusaglie, pile, elettrodi, marchingegni per esperimenti, un attore-spalla in camice che si aggira fra l’oscurità e la luce, una specie di “professore” ineffabile che sta facendo esperimenti e Giorgio Comaschi che racconta la vita del grande inventore bolognese. Una biografia teatralizzata da momenti di testo suggestivo, ma anche piena di cronaca, di momenti comici e di interpretazioni su un uomo grande nella sua genialità ma anche molto discusso. Verranno ripercorsi gli anni iniziali della sua formazione, correlati anche da cenni sul contesto storico in cui avvenivano, com’era Bologna, la sua università, com’era l’Italia in quegli anni per intenderci. Poi via via il racconto si snoda attraverso la prime scoperte e i primi successi, i momenti di grande sofferenza, il cambiamento di carattere e di modo di vivere, i risvolti internazionali fino ad arrivare all’atto finale. Chi era veramente Marconi, cosa ha fatto per quegli anni e cosa sta ancora facendo per noi (cellulare, telecomandi, telepass, satellitare…)?. Tutto questo al di fuori dei facili peana, delle frasi roboanti, delle esagerate amplificazioni di cui lui stesso era vittima. C’è anche un Marconi diverso, sconosciuto, più umano, con i difetti degli umani e non solo con i pregi dei grandi e intoccabili uomini della nostra era. Figura fondamentale attorno alla quale ruota gran parte dello spettacolo è quella della madre di Guglielmo, Annie Jameson, irlandese, famiglia nobile proprietaria delle distilleria del whisky Jameson, i, che è stata determinante nella vita di Marconi ed ha avuto un ruolo importantissimo nei momenti chiavi del suo lavoro. Non mancano momenti divertenti legati ad aneddoti pressoché inediti della vita di Guglielmo, come quando per impressionare una lavandaia aveva collegato un pollo spennato, già pronto per essere messo in pentola, a degli elettrodi che lui comandava dalla sua soffitta.
Lo spettacolo è condito anche da musiche scelte fra quelle del periodo fine ottocento-inizio novecento a sottolineare momenti evocativi e teatrali. Si va da pezzi d’opera lirica, a brani concertistici di sottofondo, da Beethoven a Elgar, ma anche da brani più moderni come Art of Noise, Giovanni Allevi, Francesco Guccini e Francesco De Gregori.
“Il professore” è interpretato da Alessandro Piloni, bolognese, doppiatore e attore che già ha lavorato nei gialli a teatro di Giorgio Comaschi. La scenografia è curata da Matteo Soltanto, figlio d’arte dell’attore bolognese Vittorio Franceschi, che ha curato già molti lavori per il teatro fra cui la scena de “Il sorriso di Dafne”. Alcuni oggetti di scena sono stati costruiti da Marco Tonucci e da Renato Rinaldi. La parte tecnica è curata da Matteo Nanni. Le immagini proiettate fanno parte dell’archivio della Fondazione Marconi.
Lo spettacolo ha una durata di 1 ora e un quarto, senza intervallo e ha debuttato nel periodo fra il 30 agosto e il 15 settembre con quattro date in Australia, per le comunità italiane coordinate dalla Consulta degli emiliani-romagnoli nel mondo della Regione Emilia Romagna, a Perth, Adelaide, Melbourne e Sidney. “Marconi” ha avuto il sostegno produttivo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e della Fondazione Marconi.
BIOGRAFIA GIORGIO COMASCHI
Giorgio Comaschi, bolognese, è giornalista professionista dal 1978. Ha lavorato per il quotidiano Stadio-Corriere Sport fino all’85 per poi passare a Repubblica dove si è occupato di sport e spettacolo. Dal gennaio 94 è diventato free-lance e ha conservato collaborazioni con vari quotidiani, tra cui Il Resto del Carlino per il quale cura le rubriche settimanali “La Mosca” e “Voti a perdere”. Show man e comico per diletto ha ideato ed interpretato diversi spettacoli teatrali oltre a girare come regista video alcuni cortometraggi. Nel 93 ha vinto il Premio Beppe Viola per il giornalismo sportivo. Ha collaborato come inviato a “Quelli che il calcio” e condotto il programma “Taxi” di Lucio Dalla sulla terza rete. Ha condotto per tre anni (dal 95 al 98) il programma radiofonico “Quelli che la radio”, in coppia con Giorgio Conte, su Radio 2. In televisione ha partecipato per due edizioni (95 e 96) come inviato esterno al programma “Carramba che sorpresa!” con Raffaella Carrà su Rai 1. È stato autore e conduttore de “Lo Zecchino d’Oro” nel 98 e 99 partecipando poi col personaggio del Mago Zurloff anche a “La Banda dello Zecchino”. Ha condotto per un periodo la serie “Velisti per caso” su Rai 3 con Patrizio Roversi e Syiusy Blady. Ha pubblicato quattro libri: “Ciop”, edizioni Zelig,“Certo che voi di Bologna”, “Il rapimento di Roberto Baggio” e “Scusi per Bologna? Lei bisogna che faccia il giro”, edizioni Pendragon. Collabora con il “QN” quotidiano nazionale sulle pagine sportive con la rubrica settimanale “Voti a perdere”. Insieme ad Antonio Albanese dirige dal 2005 una scuola teatrale, “Teatro lab Bologna”, in collaborazione con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Nel marzo 2009 porterà in scena al Teatro Duse “Quello della radio”, spettacolo incentrato sulla figura di Guglielmo Marconi.











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