Giorgio Comaschi in
Fra la via Emilia e il West
altri spettacoli di Giorgio Comaschi nell’Archivio
genere: teatro di prosa
durata 75’
di Francesco Guccini
tratto da Cittanova blues (Mondadori)
regia di Giorgio Comaschi
produzione Procope Studio
disponibilità su richiesta
Un giorno cambiare casa, cambiare città, mettersi sulla via Emilia e andare verso Cittanova, che è un po’ il West, un po’ il sogno, un po’ un mondo nuovo che si spalanca davanti. Cittanova è Bologna, la Bologna degli anni 70, che Francesco Guccini ha descritto e cantato in “Cittanova blues”, un libro che ora diventa uno spettacolo teatrale. E’ Giorgio Comaschi che in questo “Fra la via Emilia e il West” affronta l’eloquio iperbolico e aulico di un grande cantautore portandolo in scena al teatro Duse di Bologna il 26 marzo (l’operazione è sostenuta dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna) con l’appoggio musicale (ma anche teatrale, in un certo senso) di Juan Carlos Biondini, detto Flaco, il chitarrista argentino che da molti anni è al fianco di Guccini nei concerti e negli album.
Giorgio Comaschi, attore e regista, ma anche giornalista, affronta il testo visionario, poetico, suggestivo, ma anche duro e sarcastico del “Maestrone” di Pavana, con una lettura recitata e arricchita dagli stacchi di Flaco alla chitarra, di musiche dell’epoca e da fotografie su grande schermo che formano uno spaccato di una Bologna ormai scomparsa ma ancora capace di dare emozioni e brividi.
I momenti di grande comicità si fondono con quelli poetici passando attraverso le scoperte delle osterie di fuori porta, i sogni giovanili, i rapporti con le ragazze, l’arrivo della Cinquecento Fiat, le disperate ricerche di un “trappolo”, il sogno americano, fino alle disillusioni dei giorni nostri e al monologo finale che è una specie di “Avvelenata” degli anni duemila in cui Guccini mette in mostra il cambiamento della città, dei suoi usi e costumi e della sua autenticità.
Si ride e ci si commuove, a cavallo fra il reportage giornalistico e il teatro in cui il popolo gucciniano, ma non solo quello, può riconoscersi senza nostalgia, ma col piacere di farlo.
Le foto che vengono proiettate durante lo spettacolo sono ricavate da una ricerca nell’archivio della Cineteca del Comune di Bologna e dall’archivio di Antonio Masotti. Le musiche sono scelte dallo stesso Francesco Guccini.
BIOGRAFIA GIORGIO COMASCHI
Giorgio Comaschi, bolognese, è giornalista professionista dal 1978. Ha lavorato per il quotidiano Stadio-Corriere Sport fino all’85 per poi passare a Repubblica dove si è occupato di sport e spettacolo. Dal gennaio 94 è diventato free-lance e ha conservato collaborazioni con vari quotidiani, tra cui Il Resto del Carlino per il quale cura le rubriche settimanali “La Mosca” e “Voti a perdere”. Show man e comico per diletto ha ideato ed interpretato diversi spettacoli teatrali oltre a girare come regista video alcuni cortometraggi. Nel 93 ha vinto il Premio Beppe Viola per il giornalismo sportivo. Ha collaborato come inviato a “Quelli che il calcio” e condotto il programma “Taxi” di Lucio Dalla sulla terza rete. Ha condotto per tre anni (dal 95 al 98) il programma radiofonico “Quelli che la radio”, in coppia con Giorgio Conte, su Radio 2. In televisione ha partecipato per due edizioni (95 e 96) come inviato esterno al programma “Carramba che sorpresa!” con Raffaella Carrà su Rai 1. È stato autore e conduttore de “Lo Zecchino d’Oro” nel 98 e 99 partecipando poi col personaggio del Mago Zurloff anche a “La Banda dello Zecchino”. Ha condotto per un periodo la serie “Velisti per caso” su Rai 3 con Patrizio Roversi e Syiusy Blady. Ha pubblicato quattro libri: “Ciop”, edizioni Zelig,“Certo che voi di Bologna”, “Il rapimento di Roberto Baggio” e “Scusi per Bologna? Lei bisogna che faccia il giro”, edizioni Pendragon. Collabora con il “QN” quotidiano nazionale sulle pagine sportive con la rubrica settimanale “Voti a perdere”. Insieme ad Antonio Albanese dirige dal 2005 una scuola teatrale, “Teatro lab Bologna”, in collaborazione con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Nel marzo 2009 porterà in scena al Teatro Duse “Quello della radio”, spettacolo incentrato sulla figura di Guglielmo Marconi.
BIOGRAFIA FLACO BIONDINI
Juan Carlos Biondini, detto Flaco, è originario di Junín provincia di Buenos Aires; Argentina. In quella città inizia i propri studi musicali con i maestri Osvaldo Moris e Antonio Durán. Dopo aver lavorato professionalmente per diversi anni nel proprio Paese, Flaco decide di trasferirsi in Italia. Lo fa nel anno 1974, e da quell’anno studia e si perfeziona a Parma – città dove tuttora risiede- presso l’INSJ (Istituto Nazionale di Studi sul Jazz) con il maestro Filippo Daccò.
Inizia una collaborazione con la cantante country statunitense Deborah Kooperman, con la quale si esibisce in concerti dal vivo e compone alcune canzoni (Lullaby for Rhody, The House on the Hill, The Bitter and the Sweet). E’ la stessa Kooperman a presentargli nel ’76 il cantautore Francesco Guccini, con il quale lavora ininterrottamente fin d’allora.
La collaborazione con Guccini si snoda negli anni attraverso una lunga serie di concerti e di album, il primo dei quali è “Amerigo”(1976), seguito da ”Album Concerto” con I Nomadi di Augusto Daolio (1979), ”Metropolis” (1981), ”Guccini” (1983), ”Fra la Via Emilia e il West” (1984), ”Signora Bovary” (1987), ”Quasi come Dumas” (1988), ”Quello che non…” (1990) , ”Parnassius Guccinii” (1993), ”D’amore, di morte e di altre sciocchezze” (1996), ”Stagioni” (2000), “Ritratti” (2004) e l’album “Guccini Live Collection” del 1998 con una raccolta di diversi brani registrati dal vivo in diversi anni di concerti nei palazzetti dello sport. Sono anche diverse le composizioni firmate da Flaco assieme a Francesco Guccini: ”Cencio”, ”Le ragazze della notte”, ”Luna fortuna”, ”Ballando con una sconosciuta”, ”Primavera ‘59”, ”Canzone del Che” e “Scirocco” che realizzata su arie di milonga argentina fu votata “migliore canzone dell’anno” dalla critica specializzata, ottenendo il Premio Tenco per l’anno 1987.
Flaco Biondini ha anche collaborato con altri cantautori italiani: Paolo Conte (registrazione del album “Un gelato al limone”-1979), Pierangelo Bertoli (Tour 1983), Bruno Lauzi (Inventario latino), Vinicio Capossela ( Modì), Sergio Endrigo (E noi amiamoci…), Claudio Lolli, Roberto Vecchioni, Luciano Ligabue, Eugenio Finardi, Cristiano De Andrè (Il Volo di Volodia)
Nel 1981 incide per la Fonit Cetra l’L.P “Marginaltangos”, una raccolta di composizioni proprie e di altri autori argentini basate sulla musica del tango rivisitata
Nel 1982 partecipa al festival di Viña del Mar (Cile) come chitarrista del cantante Franco Simone con chi prosegue il tour in Uruguay (Punta del Este, Montevideo) e in Argentina.
1991 – Serie di concerti di tango argentino con il bandoneonista Carlos Buono
1993 – Forma un proprio quartetto con Pietro Cantarelli, piano; Enzo Frassi, basso e Paolo Mozzoni, batteria.
Nel 1994 viene nominato membro onorario della “Accademia del Tango e del Bolero” diretta dalla scrittrice ed etnomusicologa Meri Lao.
Nel 1995 incide un CD live con il proprio quartetto a Spazio Musica di Pavia.
Da quell’anno svolge un’intensa attività concertistica con il sassofonista e arrangiatore Antonio Marangolo, con il quale incide anche il CD “Desde el Alma”.
Nel 1998 partecipa alla trasmissione di Susy Blady e Patrizio Roversi “Turisti Per Caso” girata nella patagonia argentina assieme a Francesco Guccini e Giorgio Comaschi.











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