Rassegna stampa

Anna Galiena in

Padrona padrone della mia passione

genere: prosa
durata: 80′
spettacolo disponibile anche in inglese

da William Shakespeare
regia di Marco Rampoldi
traduzione di Anna Galiena
drammaturgia di Anna Galiena e Marco Rampoldi
scene di Marco Rossi
musiche originali di Matteo Giudici
costumi di Gianluca Sbicca
assistente alla regia Paola Ornati
produzione Procope Studio e Fondazione Carisbo

disponibilità novembre – dicembre 2011 | gennaio – marzo 2012

Shakespeare è il poeta delle passioni. Nessuno ha saputo descrivere con la sua acutezza le pulsioni violente dell’animo umano. Amore, odio, potere, gelosia, lussuria… In tutti i suoi capolavori il percorso per giungere all’oggetto del desiderio, o per fare i conti con i nostri impulsi più profondi, avanza inesorabile per passi progressivi. E i momenti chiave sono quasi sempre costituiti da lucidi faccia a faccia fra un uomo e una donna. Il dialogo diventa la chiave per chiarire il proprio desiderio, o accenderlo, o tentare di addomesticarlo.

Fra i protagonisti maschile e femminile nasce quindi un gioco di rispecchiamento, in cui uno è assolutamente indispensabile all’altro, divenendo due facce dello stesso percorso: un percorso in cui la divisione fra i generi appare quasi illusoria, ponendo in primo piano la labilità del confine uomo-donna, la necessità per ogni individuo di far emergere e dialogare i propri aspetti maschili con i propri aspetti femminili. Al centro di questo sguardo si pone Anna Galiena: sola sulla scena diventa sintesi ed espressione dell’ambivalenza umana, maschio-femmina, padrona-padrone. Passando con asciutta profondità dai passaggi più appassionati, a quelli più violenti, più ironici,
sentimentali, scorrono davanti agli spettatori alcuni fra i momenti più importanti e famosi della drammaturgia shakespeariana.

Un percorso di grande fascino che offre allo spettatore un’emozionante discesa nelle pieghe più profonde dell’animo umano, del doppio.

BIOGRAFIA ANNA GALIENA

E’ nata a Roma ma da molti anni vive a Parigi. Si è formata artisticamente a New York, dove ha studiato con Caroline Ducrocq, Michael Moriarty e Sandra Seacat. Il suo debutto teatrale avviene proprio nella Grande Mela, nel 1978, nel ruolo di Giulietta in “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. Due anni dopo diventa Membro dell’Actors Studio. Da quell’anno l’escalation in ruoli teatrali cinematografici e televisivi, a livello internazionale, è inarrestabile, così come la sua fama e la richiesta da parte di registi di tutto il mondo. In Francia, è nel cast di “La fée carabine”, “La travestie” di Yves Boisset, “Jours tranquilles” à Clichy di Claude Chabrol, “L’argent” di Jean Rouffio con Claude Brasseur, “Les grandes familles” di Edouard Molinaro con Michel Piccoli. Sempre in Francia nel 1990 riscuote un grande successo internazionale di pubblico e critica con il film “Le mari de la coiffeuse” (“Il marito della parrucchiera”) di Patrice Leconte. In Spagna è sul set di “Jamon, Jamon” (Prosciutto, prosciutto) di Bigas Luna, assieme a Penelope Cruz, Javier Barden e Stefania Sandrelli. Nel 1992 è tra i protagonisti de “Il grande cocomero” di Francesca Archibugi. L’anno successivo prende parte a “Senza pelle” di Alessandro D’Alatri, film per cui viene premiata con il Globo d’Oro dalla Stampa Estera in Italia e con la Grolla d’Oro. Nel 1994 Anna Galiena torna a dedicarsi al palcoscenico e al Teatro Franco Parenti di Milano recita ne “La vita è un canyon” ( Premio IDI Maschera D’Oro) diretta da Andrée Ruth Shammah . Lo stesso anno interpreta per il grande schermo “La scuola” per la regia di Daniele Luchetti, film che ottiene il premio David Donatello. Gli anni successivi sono caratterizzati da molti impegni sui set internazionali: in Francia, recita nel film di Raoul Ruiz “Trois vies & une seule mort” (“Tre vite e una sola morte”) con Marcello Mastroianni; poi in Inghilterra è protagonista di “The Leading Man” di John Duigan con Jon Bon Jovi. Nel 1997 è impegnata ne l’opera teatrale “L’amante” di Harold Pinter con Luca De Filippo. Segue il film di Gabriele Muccino “Come te nessuno mai”, L’anno successivo è impegnata sul set di “Vivancos 3” di Albert Saguer, di “Senso ‘45” per la regia di Tinto Brass con Gabriel Garko e Franco Branciaroli L’anno successivo è impegnata in due episodi di “The Tulse Luper suitcases” di Peter Greenaway e interpreta a Verona il ruolo di Caterina nella “Bisbetica domata” con Massimo Venturiello e nel 2004/2005 in televisione è una dei protagonisti di “Il veterinario” con Gigi Proietti e al cinema nel 2006 di “Lezioni di volo” di Francesca Archibugi. Gli impegni internazionali proseguono a tutt’oggi senza sosta. Nel 2010 è ad esempio protagonista nel film “Il console italiano” regia di Antonio Falduto, prodotto in collaborazione con Rai Cinema.

BIOGRAFIA MARCO RAMPOLDI

Dopo il debutto come assistente di Dario Fo ha proseguito la propria formazione artistica presso il Piccolo Teatro di Milano, accanto a Giorgio Strehler e Carlo Battistoni. Negli stessi anni si è laureato in architettura con tesi su Luca Ronconi al Politecnico di Milano, dove è docente di Tecniche e linguaggi di comunicazione visiva. Ha poi intrapreso una pluriennale collaborazione con il Teatro Franco Parenti, dove ha firmato alcune importanti regie fra le quali “Quadri da Adelchi”, “Tecoppa” con Piero Mazzarella e soprattutto “L’uomo dal fiore in bocca”, spettacolo composito e interattivo interpretato da Corrado Tedeschi, che per il grande successo viene ripreso ogni stagione oltre da dieci anni. Negli ultimi anni ha alternato un’intensa attività indipendente, che ha avuto fra i suoi episodi più significativi “Confessioni di un pentito” per il Festival di Taormina e “Due dozzine di rose scarlatte” per l’Amat, alla collaborazione con Luca Ronconi, che lo ha voluto fra i registi del Progetto Domani -realizzato in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006- e gli ha affidato le regie di “Guardia alla luna” con Laura Marinoni, “La Calandria”, allestito nel Cortile del Palazzo Ducale per il cinquecentenario dell’Università di Urbino, e “Considerate questa città”, oratorio civile per le vittime di Piazza Fontana che ha inaugurato la sede storica del Piccolo Teatro dopo il restauro. Ha diretto fra gli altri, oltre agli artisti già citati, in rigoroso ordine alfabetico, Alessio Boni, Lucia Bosè, Valentina Cortese, Massimo De Francovich, Sandro Lombardi e Anna Nogara. Collabora come regista per il settore prosa della Radio della Svizzera Italiana, dove ha diretto alcuni lavori di grande successo come “Fiori per Algernon”, “Immobile come l’acqua”, “Un canto di Natale di Charles Dickens”, “Una piccola ape furibonda (poesie e canzoni di Alda Merini)” e svolge un’importante ricerca sull’utilizzo dell’olofonia in ambito radiofonico. Collabora infine con alcuni fra i più interessanti comici di Zelig come musicista (ha partecipato con la band de Gli Inadatti a numerosi importanti spettacoli live) e regista (degli spettacoli teatrali di Leonardo Manera, Teresa Mannino e Diego Parassole).

BIOGRAFIA MARCO ROSSI

Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze alla scuola di Antonio Capuano, come assistente dello scenografo Maurizio Balò ha lavorato alla progettazione di vari allestimenti.
Ha realizzato le scenografie degli spettacoli di Luca Ronconi Amor nello specchio di G. B. Andreini (Ferrara, 2002), Peccato che fosse puttana di John Ford (Teatro Farnese di Parma, 2003, coprodotto dal Piccolo Teatro e messo in scena anche al Teatro Studio), Diario privato di Paul Léautaud (Teatro Argentina di Roma, 2005), I soldati di Jakob Lenz (Piccolo Teatro, Teatro Studio, 2005), Inventato di sana pianta, ovvero gli affari del barone Laborde di H. Broch (Piccolo Teatro, Teatro Grassi, 2007, premio UBU per la migliore scenografia), Itaca di Botho Strauss e L’antro delle ninfe a cura di M.Trevi (progetto “Odissea doppio ritorno”,Teatro comunale di Ferrara, settembre 2007), “Giusto la fine del mondo”, di Jean-Luc Lagarce, (Piccolo Teatro, Teatro Studio, 2009), “La modestia” di R. Spregelburd (Festival di Spoleto,Teatro Caio Melisso, 2011).
Per il Piccolo ha curato anche le scene di Vecchia Europa di Delio Tessa, regia di Giuseppina Carutti (Piccolo Teatro Studio, 2002) e Guardia alla luna di Bontempelli, regia Marco Rampoldi (Teatro Sociale di Como, 2004), I pretendenti di Jean-Luc
Lagarce, regia Carmelo Rifici (Piccolo Teatro, Teatro Studio, 2009) e “Alice nel paese delle meraviglie” da Lewis Carrol, regia di Emiliano Bronzino, Teatro studio, gennaio 2010, produzione Piccolo Teatro di Milano, “Venti novembre” di Lars Noren, regia Fausto Russo Alesi, Teatro Strehler, Scatola Magica, febbraio 2010.
Per il regista Marco Rampoldi ha realizzato anche le scene di “Italian Beauty” di e con Leonardo Manera (produzione Procope,Montemarciano 2010), “Terribilmente divagante” di e con Teresa Mannino (produzione Bananas, Longiano 2010).